Notizie di cronaca nelle Marche
Venerdì, 26 Novembre 2010 01:00

Camerino: un marchio di qualità per il tartufo

CAMERINO - Ottenere un marchio di qualità e di origine per il tartufo dell'alto maceratese. È il tema del primo incontro tra esperti del settore, in programma domani (27 novembre) alle 16 a Camerino, promosso dalla Camera di Commercio della Provincia di Macerata e realizzato sotto la direzione scientifica del Prof. Andrea Catorci della Scuola di Scienze Ambientali Unicam. Al workshop, oltre all'intervento del prof. Catorci, è prevista la partecipazione di esperti del settore: Emiliano Pompei, Giulio Poli, Gilberto Staffolani e Marco Gatti.
L'obiettivo del progetto “Valorizzazione del Tartufo dell'Alto Maceratese” è avviare un dibattito per ottenere una certificazione di qualità, un marchio come sinonimo di riconoscibilità e garanzia per i consumatori. Indispensabile è la realizzazione di una filiera corta, un sistema che lega un prodotto al suo territorio. Un punto di vista che esprime un modello culturale ed economico, in cui è fondamentale il coinvolgimento attivo di tutti gli operatori locali, connessi alla produzione, lavorazione e distribuzione del tartufo: cavatori, tartuficoltori, ristoratori e operatori turistici.
L'ottica di valorizzazione del territorio marchigiano, che fa del settore delle produzioni agro-alimentari di qualità uno dei maggiori punti di forza della sua economia, è uno dei temi che caratterizzano l'edizione 2010 di “Tartufo di Marca”, il Festival del Nero pregiato che si inaugura a Muccia alle 10 del 4 dicembre con la testimonial Anna Moroni. Info su www.tartufodimarca.it
 
Nella foto, il prof. Andrea Catorci, ricercatore Unicam
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Raggiunge il giro di boa la terza edizione del Trofeo “L'Osteria dei Carbonari” gara interregionale di biliardo a 128 coppie specialità boccette magistralmente organizzata dall'A.S.D. Memorial Trovarelli presieduto da Letizia Trovarelli. La macchina organizzativa del sodalizio monteluponese è all'opera per l'allestimento della serata finale nella quale saranno presenti ospiti di riguardo. I trofei della manifestazione sono offerti dalle ditte Cem, Fama, System Group.

GIRONE TERZA CATEGORIA, BATTERIA N° 7

Primo turno: Girolimini/Girolimini (DLF Falconara) – Quarchioni/Giacomelli (Memorial Trovarelli) 0-70, Rosati/x (Perugino's Bar) – Possanzini/Mariotti (Moie) 0-70, Brunelli/Santarelli (Passo Ripe) – Righi/Lucertini (Acli Ravetta) 71-51, Sollini/Mariotti R. (Memorial Trovarelli) – Bracalente/Mobili (La Pineta) 86-58.

Secondo turno: Quarchioni/Giacomelli (Memorial Trovarelli) – Possanzini/Mariottini (Moie) 51-72, Brunelli/Santarelli (Passo Ripe) – Sollini/Mariotti R. (Memorial Trovarelli) 62-74.

Finale di batteria: Possanzini/Mariottini (Moie) – Sollini/Mariotti R. (Memorial Trovarelli) 71-41.

GIRONE SECONDA CATEGORIA, BATTERIA N° 8

Primo turno: Moretti/Padovan (Passo Ripe) – Catalani/Biondini (DLF Ancona) 80-57, Carboni/Cerreti (Cassero) – Vitali/Tomassoni (DLF Falconara) 80-39, Esposto/Marinelli (Passo Ripe) – Ieva/Sonno (Biliardo Più) 80-0, Chiariotti/Bronzi (CAB) qualificati.

Secondo turno: Moretti/Padovan (Passo Ripe) – Carboni/Cerreti (Cassero) 84-28, Esposto/Marinelli – (Passo Ripe) – Chiariotti/Btronzi (CAB) 81-43.

Finale di batteria: Moretti/Padovan (Passo Ripe) – Esposto/Marinelli (Passo Ripe) 47-80.

Hanno diretto la gara gli arbitri Fabio Buccolini e Gabriele Cristofanelli.

Alla luce delle prime quattro serate si sono qualificate alla finale che si disputerà lunedì 29 novembre le seguenti coppie: Borselli/Marchini (Caffè delle Rose, Misto), Marconi/Giuliani (Cral Palombina, Terza Categoria), Vitali/Belletti (La Pergola, Seconda Categoria), Piattoni/Granatelli (Decathlon, Terza Categoria), Bisonni/Pietroni (Il Barone, Seconda Categoria), Bonfili/Vecchi (Bar Jolly, Terza Categoria), Possanzini/Mariottini (Moie, Terza Categoria), Esposto/Marinelli (Passo Ripe, Seconda Categoria).

 

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Giovedì, 25 Novembre 2010 01:00

Trofeo "L'Osteria dei Carbonari"

Entra sempre più nel vivo la terza edizione del trofeo “L'Osteria dei Carbonari” gara interregionale a 128 coppie di biliardo specialità boccette. Di fronte ad un pubblico di serata in serata sempre più numeroso ed appassionato la coppia settempedana Bisonni/Pietroni (Il Barone) nella batteria di Seconda Categoria e quella montegiorgese Bonfili/Vecchi (Bar Jolly) nella batteria riservata ai giocatori di Terza Categoria.

 

 

 

GIRONE SECONDA CATEGORIA, BATTERIA N° 5

 

 

Primo turno: Gambini/Paolinelli (DLF Ancona) – Feliziani/Tiberi (Dabliu) 80-72, Bisonni/Pietroni (Il Barone) qualificati, Miscio/Pietroni (14 febbraio) – Paniccià/Fratini (La Pergola) 28-80, Ciarapica/Strafella (Valentino 2) – Beleggia/Santarelli (Bar Jolly) 74-80.

 

 

 

Secondo turno: Gambini/Paolinelli (DLF Ancona) – Bisonni/Pietroni (Il Barone) 62-80, Paniccià/Fratini (La Pergola) – Beleggia/Santarelli (Bar Jolly) 80-2.

 

 

 

Finale di batteria: Bisonni/Pietroni (Il Barone) – Paniccià/Fratini (La Pergola) 80-72.

 

 

 

 

GIRONE TERZA CATEGORIA, BATTERIA N° 6

 

 

Primo turno: Pecorari/Fratalocchi (Bocciofila Porto Sant'Elpidio) – Cento/Elisei (Memorial Trovarelli) 58-76, Fiorini/Mazza (Bocciofila Monte San Giusto) – Buccolini/Bizzarri (Leopardi) 76-35, Agostinelli/Montani (Club Italia) – Palmucci/Del Savio (Bocciofila Appignano) 74-20, Bonfili/Vecchi (Bar Jolly) – Baldassarri/Mariotti (Memorial Trovarelli) 71-40.

 

Secondo turno: Cento/Elisei (Memorial Trovarelli) – Fiorini/Mazza (Bocciofila Monte San Giusto) 76-60, Agostinelli/Montani (Club Italia) – Bonfili/Vecchi (Bar Jolly) 13-70.

 

 

Finale di batteria: Cento/Elisei (Memorial Trovarelli) – Bonfili/Vecchi (Bar Jolly) 16-76.

 

 

 

Hanno diretto la gara gli arbitri Fabio Buccolini e Gabriele Cristofanelli.

 

 

 

Alla luce delle prime due serate si sono qualificate alla finale le seguenti coppie: Borselli/Marchini (Caffè delle Rose, Misto), Marconi/Giuliani (Cral Palombina, Terza Categoria), Vitali/Belletti (La Pergola, Seconda Categoria), Piattoni/Granatelli (Decathlon, Terza Categoria), Bisonni/Pietroni (Il Barone, Seconda Categoria), Bonfili/Vecchi (Bar Jolly, Terza Categoria).

 

 

 

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Giovedì, 25 Novembre 2010 01:00

Colletta alimentare: un gesto per aiutare

Al via anche nella provincia di Macerata la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare in collaborazione con la Compagnia delle Opere e con altri enti della provincia che cooperano alla assistenza ai poveri. L'iniziativa, giunta alla sua quattordicesima edizione, si svolgerà nella giornata di sabato 27 novembre 2010 ed è finalizzata a sensibilizzare i cittadini a compiere gesti di solidarietà, di condivisione e di sostegno concreto dei bisogni di chi è in difficoltà attraverso l'acquisto di beni alimentari (di non immediata deperibilità) negli esercizi commerciali aderenti all'iniziativa.

         Quest'anno i supermercati e i centri commerciali della provincia di Macerata che hanno confermato la propria adesione alla Colletta Alimentare sono 90 con il coinvolgimento di oltre 1.500 volontari, tra i quali numerosi giovani ed associazioni oltre ad aziende che collaborano mettendo a  disposizione  mezzi per il trasporto, magazzini per lo stoccaggio degli alimenti e scatoloni per consentire una corretta gestione dei beni alimentari raccolti. 

         Nonostante il periodo di congiuntura economica poco favorevole i cittadini della provincia di Macerata, lo scorso anno, hanno dato dimostrazione di forte generosità contribuendo in maniera concreta ad aiutare i meno abbienti. La Colletta Alimentare nel 2009, infatti, ha fatto registrare un bilancio più che positivo: sono stati circa 58.983 kg. i beni alimentari donati.

                   La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, lo ricordiamo, è resa possibile grazie alla collaborazione con l'Associazione Nazionale Alpini e la Società San Vincenzo De Paoli, e gode dell'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del patrocinio del Segretariato Sociale della Rai e della Giornata Mondiale dell'Alimentazione. Per informazioni su quali punti vendita aderiscono all'iniziativa oppure su come dare la propria disponibilità per fare il volontario è possibile chiamare contattare la sede della CdO Marche Sud tel 0734/672467  www.cdomarchesud.it, riferimento Stefano Castagna Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

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Giovedì, 25 Novembre 2010 01:00

La colpa è sempre del maggiordomo

Riceviamo e pubblichiamo dal capogruppo di minoranza Noi x Caldarola Giovanni Ciarlantini:

La recessione del momento, dà a questi periodi, un'importanza assoluta, è evidente quindi, che una piccola comunità come la nostra, deve porre un'attenzione speciale, curare i particolari; i dettagli nel tempo faranno la differenza; chi oggi saprà creare le basi, un domani si troverà pronto per una giusta e pronta ripartenza, diversamente sarà la fine. Perché ciò sia possibile, in un piccolo paese come Caldarola, la coesione ed il giusto confronto tra diverse fazioni politiche, nonché la condivisione di obiettivi comuni, dovrebbero essere alla base di ogni decisione da prendere; purtroppo, il solo pensarlo diventa pura utopia.
Il gruppo Noi x Caldarola non ci sta, soprattutto in considerazione di quanto sta accadendo in Comune e delle decisioni importanti che l'amministrazione comunale ha attuato, tra l'altro in moderato silenzio.
Vogliamo sorvolare di una stagione estiva, passata in sordina, che ha visto il nostro paese, venire meno a quel cartello turistico che doveva essere la giusta lettera di presentazione per un paese che tutti vogliono a vocazione turistica.
Le elezioni oramai sono cosa vecchia, gli insediamenti dei vari assessori, aumentati, nonostante il periodo di crisi al numero di 4, non hanno dato quella spinta necessaria per fare decollare o almeno per provare a farlo, la vita della nostra realtà.
Il sindaco in evidente stato di difficoltà anche per la mancanza di fondi dovuti al periodo di crisi in cui versano tutti i comuni, si è limitato a dare la sua disponibilità e questo gli va dato atto, verso le associazioni che in maniera del tutto privata, hanno organizzato ora questo ora quell'evento che comunque hanno animato i nostri giorni estivi.
Non Basta – Cosa di reale sta facendo l'amministrazione?
E' stato detto “ La nostra deve essere una politica delle cose semplici, vogliamo risolvere i problemi quotidiani, quelli di ogni giorno” Bene. Oltre a verificare se questo avviene, si ha l'idea che, a parte la buona volontà, si è di fronte ad un malato o ad un anziano che lentamente sta consumando gli ultimi giorni della sua vita che lo separano dalla morte.
Le buone intenzioni, non bastano, si vogliono vedere i fatti e questi tardano ad arrivare.
Si parla di risolvere i problemi di ogni giorno ma contrariamente a quanto si vuole fare credere ci si impatta su una realtà in cui i servizi da ogni parte sono latenti, la pulizia del paese e la manutenzione delle strade sono incredibilmente inefficienti, il servizio di viabilità è praticamente inesistente, gli uffici sembrano più occupati nelle ore in cui il comune è chiuso vedi la sera e non si comprende il perché, che negli orari aperti al pubblico, l'ufficio tecnico fa acqua da tutte le parti; e poi si viene a parlare di risolvere i problemi di ogni giorno?
Non basta, nel palazzo, spesso si prendono decisioni e provvedimenti, da parte di chi ha il potere, nei confronti di cittadini, impiegati ed altro, additando a colpevoli i rappresentanti della minoranza, ci si limita a giustificare dicendo che la minoranza controlla e che altro dovrebbe fare se non controllare?
Vogliamo ipotizzare che gli uffici non collaborano a pieno con gli amministratori? Che non tutti i responsabili dei vari servizi siano allineati con la politica di chi amministra il comune? Bene, ma questo non è un problema della minoranza, è una difficoltà che chi amministra, deve ed ha assolutamente il compito di risolvere.
Nell'ultimo consiglio comunale due punti all'Ordine del giorno sono stati rinviati, in quanto preparati inadeguatamente, addirittura per uno di questi, dopo le segnalazioni della minoranza sul mancato rispetto della regolamentazione in materia, di fronte allo stupore generale della maggioranza si è deciso di rinviare la votazione.
Ma una domanda sorge spontanea; l'Ufficio Tecnico, la segretaria, da che parte stanno?

Non basta, a 18 anni dalla scadenza del Programma di Fabbricazione, l'Amministrazione Comunale di Caldarola ha adottato il nuovo Piano Regolatore Generale.
Pochi conoscono quanto “Noi X Caldarola” abbiamo forzato, pressato la maggioranza, perché si giungesse a questo, ma mai avremmo voluto che ciò avvenisse nel più completo silenzio; nessuna informazione ai cittadini, nessuna assemblea, nessuna presentazione pubblica, nessun incontro con le parti politiche, un manifesto di convocazione di consiglio comunale sparso qua e la nel paese, ed ecco l'adozione di un piano urbanistico che dovrebbe caratterizzarci per gli anni a venire.
Di fronte a delle decisioni cosi importanti, era massima da parte delle opposizioni la disponibilità a collaborare, ma soprattutto a condividere certe scelte che dovrebbero portare il nostro paese ad una crescita sotto ogni profilo, ma pensare tutto questo, porsi in uno stato, tale da favorire il dialogo, è stato solo illusione, la minoranza è stata convocata circa due mesi prima dell'adozione e gli è stato mostrato su carta, quello che sarebbe stato il nuovo P.R.G. e poi nulla più.
Dopo venti anni ci si aspettava qualcosa di più bello, di migliore, qualcosa che ci potesse coinvolgere in progetti importanti che potesse dare vita ai nostri sogni, ma evidentemente ci siamo sbagliati. Non vogliamo trasformarci in precisi urbanisti e non vogliamo dare giudizi specifici ma sappiamo renderci conto quando qualcuno getta in piazza delle decisioni di grande interesse, magari rischiando del proprio provando, a dare dimostrazione delle proprie intenzioni; d'altronde dietro ogni impresa di successo c'è sempre qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa. In questo piano urbanistico di coraggio non ce né neanche l'ombra.
Pensandoci bene non ci sarà anche in questo caso la colpa della minoranza?
 

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In confidenza 
 
Martedì 23 novembre in sala stampa della santa sede è stato presentato l'atteso Luce del mondo, libro – intervista di Benedetto XVI, curato da Peter Seewald. È un libro che pubblica una lunga intervista al papa. L'intervistatore ama ricordare come dai colloqui di papa Gregorio Magno con il diacono Pietro nacquero i famosi quattro libri dei Dialoghi. Ormai il libro è reperibile anche nelle librerie. È edito dalla Editrice vaticana. L'attenzione del pubblico si è soffermata su grandi temi come abusi, shoah, Vaticano II, questioni morali. Argomenti per i quali rinvio ai giornali di questi giorni o meglio al libro stesso. Bisogna subito precisare che non è un atto magisteriale ma una confidenza.
            Ora voglio presentare ai lettori un breve stralcio.
Il papa con questa intervista, a me è sembrato, entrare in casa mia e sedersi vicino al fuoco e parlami con il cuore in mano.
            Il papa ora a 83 anni dove trova la forza per la sua intensa attività?
            “ E vero che in realtà questo è uno sforzo quasi eccesivo per un uomo di 83 anni. Ringraziando Iddio, ci sono tanti bravi collaboratori. Tutto viene ideato e realizzato in uno sforzo comune. Confido nel fatto che il buon Dio mi dà la forza di cui ho bisogno per fare quello che è necessario. Però mi accorgo che le forze vanno diminuendo”. [...]
            Usa la ciclette che le aveva prescritto il suo medico personale, il dr Buzzonetti?
            “No, non ne ho proprio il tempo, e, ringraziando Iddio, in questo momento nemmeno mi serve!».
Quindi, il papa è come Churchill: no sports!
  “Esatto!”.
Dalla seconda loggia del palazzo apostolico, dove si svolgono te udienze, lei normalmente si ritira intorno alle 18, per proseguire ancora con le così dette "udienze di tabella", quelle con i suoi più importanti collaboratori. Dalle 20.45 in poi il papa è “in privato". Cosa fa un papa nel tempo libero, ammesso che ne abbia?
“Cosa fa? Intanto, anche nel tempo libero deve esaminare documenti e leggere atti. Rimane sempre tanto lavoro da fare. Poi con la famiglia pontificia - quattro donne della comunità dei Memores Domini e i due segretari - ci sono i pasti in comune, e questo è un momento di distensione”.
Guardate insieme la televisione?
“Guardo il notiziario insieme ai miei segretari, e qualche volta anche un dvd”.
Quali film le piacciono?
«C'è un film molto bello su santa Giuseppina Bakhita, una donna africana, che abbiamo visto recentemente. Poi ci piace Don Camillo e Peppone...».
Immagino che conosca a memoria ogni episodio.
(Il papa ride) “Non tutti”.
Dunque esiste anche un papa "privato"...
“Certo. Insieme alla famiglia pontificia festeggiamo il Natale, nei giorni festivi ascoltiamo musica e conversiamo. Festeggiamo gli onomastici e a volte recitiamo insieme i vespri. Insomma, le feste le passiamo insieme. E poi, insieme ai pasti, in comune c'è soprattutto la santa messa del mattino. È un momento particolarmente importante nel quale a partire dal Signore siamo insieme in modo molto intenso”. [...]
La sua fede è cambiata da quando, come supremo pastore, le è affidato il gregge di Cristo? A volte si ha l'impressione che la sua fede in qualche modo sia diventata più misteriosa, più mistica.
“Non sono un mistico. Ma è sicuramente vero che, da papa, ci sono molte ragioni in più per pregare e per affidarsi completamente a Dio. Infatti mi rendo conto che quasi tutto quello che devo fare non potrei farlo da solo. E già solo per questo sono costretto a mettermi nelle mani del Signore e a dirgli: "Fallo tu, se lo vuoi!" In questo senso la preghiera ed il contatto con Dio ora sono ancora più necessari, ma anche più naturali e spontanei di prima”. [...]
E papa Benedetto, come prega?
“Per quel che riguarda il papa, anche lui è un povero mendicante davanti a Dio, ancora più degli altri uomini. Naturalmente prego innanzitutto sempre il Signore al quale sono legato, per così dire, da antica amicizia. Ma invoco anche i santi. Sono molto amico di Agostino, di Bonaventura e di Tommaso d'Aquino. A loro quindi dico: "Aiutatemi"! La Madre di Dio, poi, è sempre e comunque un grande punto di riferimento. In questo senso, mi inserisco nella comunione dei santi. Insieme a loro, rafforzato da loro, parlo poi anche con il Dio buono, soprattutto mendicando, ma anche ringraziando; o contento, semplicemente”.
                                                           Da “In cammino con il direttore”, 1-10
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Mercoledì, 24 Novembre 2010 01:00

Elio Sgreccia, il cardinale professore

 

Monsignor Elio Sgreccia, nato ad Arcevia il 6 giugno 1928, presidente emerito della pontificia accademia per la vita, uno dei maggiori esperti di bioetica a livello internazionale, è tra i 24 nuovi cardinali creati da papa Benedetto XVI nel concistoro dello scorso 20 novembre.
Eminenza, come ha accolto la notizia della sua nomina?
All'inizio sicuramente con stupore. Premetto che in quei giorni stavo uscendo da un periodo di convalescenza dopo un infarto; quindi sono rimasto anche un po' frastornato. Certamente non me lo aspettavo perché non vengo da quei ruoli ecclesiali da cui solitamente vengono scelti i cardinali. E' stata una grande sorpresa e, ovviamente, ciò suscita maggior titolo di riconoscenza verso il santo padre che ha voluto guardare fuori del campo ordinario dei suoi maggiori punti di riferimento istituzionali. Ora che, meditando in questi giorni, ho acquisito consapevolezza del ruolo di più stretta collaborazione con l'apostolato del successore di Pietro sto pensando a quale può essere il mio modo di collaborare più da vicino.
Vuol parlarci della sua terra d'origine e del suo rapporto con le Marche?
Sono nato a Nidastore, l'ultima frazione del comune di Arcevia che confina con la provincia di Pesaro e che prende il nome dal nido di astore, un uccello con il quale nel medioevo si andava a caccia. Un piccolo paesino, ora di un centinaio di abitanti, che quando ero ragazzo era maggiormente popolato in quanto lì vicino si trovava una miniera. Ricordo che per andare a scuola, nel comune di San Lorenzo in Campo, dovevo percorrere a piedi anche dieci chilometri al giorno. Entrai nel seminario diocesano di Fossombrone e, quando questo fu distrutto dai bombardamenti, fui trasferito al seminario regionale di Fano per completare gli studi di filosofia; venni ordinato sacerdote nel 1952. Nei primi due anni del ministero sono stato assistente dell'Azione cattolica per poi divenire vice rettore del seminario regionale e successivamente rettore fino al 1972 quando la sede divenne quella di Ancona. Rientrato in diocesi ho ricoperto l'incarico di vicario generale fino a che il mio nome fu indicato per assumere, a Roma, l'ufficio di assistente spirituale della facoltà di medicina e chirurgia dell'università cattolica negli anni della contestazione post '68.
Proprio in quel periodo lei iniziò ad occuparsi di bioetica…
Sì, perché fui inviato dalla Santa Sede come osservatore al Consiglio d'Europa Strasburgo per collaborare, quale rappresentante della chiesa cattolica, alla stesura di un volume dal titolo “Il medico e i diritti dell'uomo”, una sorta di deontologia medica vista alla luce dei diritti dell'uomo che allora si andavano affermando. Dopo la prima fecondazione in vitro (1978) mi chiesero, sempre al Consiglio d'Europa, di collaborare in un comitato ad hoc, composto da scienziati, giuristi e filosofi, sulle questioni bioetiche.
E' stato una sorta di pioniere nel campo della bioetica.
Così si può dire. Nel comitato si discuteva di diagnosi prenatale, di fecondazione in vitro, di genetica, argomenti che dovevo poi studiare e approfondire su testi di medicina per poter riferire sulla materia alla Santa Sede. Quando, scaduti gli anni previsti per il servizio a Roma, il vescovo mi richiamò in diocesi, alla segreteria di stato, considerata l'importanza sempre maggiore che la bioetica andava assumendo, decisero che io dovessi dedicarmi stabilmente ed esclusivamente degli studi su questa nuova disciplina all'interno dell'università cattolica, dove fu creata una cattedra di insegnamento. Creammo una scuola di bioetica, cercando di dare sistemazione organica ad una materia su cui studenti e professori potessero confrontarsi. Questo comportò la necessità di elaborare un sistema di pensiero sul piano fondativo e metodologico. Sul piano fondativo, vale a dire del criterio per stabilire ciò che è lecito e ciò che non è lecito, secondo criteri scientifici cercai di elaborare un modello basato sulla dignità e sul rispetto della persona umana, il cosiddetto “personalismo ontologico”. Su questa base cercai di imbastire una metodologia che partendo dal dato scientifico si connettesse col discorso filosofico-antropologico sulla persona e producesse conseguenze sul piano etico. Anche se ciò venne sentito da molti come una sorta di bioetica cattolica severa e rigorosa, tuttavia ho sempre cercato di seguire la coscienza e la verità oggettiva sull'uomo.
Secondo lei questa scienza come si sta sviluppando?
Si sa che le scienze sperimentali hanno un andamento lineare, da una scoperta si passa a quella successiva avvalorando l'idea di frontiere sempre più avanzate. Le applicazioni di questa scienza, tuttavia, suscitano problemi sempre più grandi. Quando si arriva, come ha fatto la fisica, ad imprigionare l'energia dell'atomo ecco che una delle applicazioni è stata la bomba atomica. Così quando si arriva a scoprire i geni, i meccanismi per trasferire il gene da un essere vivente ad un altro, anche di specie diversa, il rischio è quello di creare una sorta di “bomba biologica” che, tra l'altro, costa anche molto meno rispetto all'atomica. C'è quindi una possibilità di deteriorare le forme di vita attraverso la cosiddetta ingegneria genetica e si pone il problema fondamentale: è la scienza che deve travolgere l'etica, la vita, l'umanità oppure l'uomo deve rimanere coerente a se stesso, creando gli spartiacque tra il lecito e il non lecito? Riprendendo il pensiero della scuola americana posso affermare che non tutto ciò che è possibile tecnicamente è anche lecito moralmente e, soprattutto, occorre porre alla base l'assoluto rispetto per l'uomo.
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Mercoledì, 24 Novembre 2010 01:00

Il film su Nazareno Strampelli vola in Argentina

La seconda vita "cinematografica" di Nazareno Strampelli, l'illustre genetista che grazie alle sue intuizioni ha contribuito nella prima metà del Novecento a sconfiggere la fame nel mondo, si arricchisce di spettatori internazionali. Oggi il regista del film, Giancarlo Baudena ed il suo staff stanno partendo per l'Argentina, dove sono state girate alcune scene della pellicola "L'uomo del grano", ripercorrendo fedelmente la vicenda biografica di Strampelli, che lo vide protagonista anche oltre oceano, per sperimentare grani adatti al clima del posto. "Il film sarà proiettato a Buenos Aires nel cinema Daumont, e nella pampa dove abbiamo girato, ad Alta Italia e General Ricco. Oltre alla cittadinanza onoraria di Castelraimondo, di cui sono onorato, la riceverò ad Alta Italia, una grandissima soddisfazione, per la bellissima accoglienza ed il grande calore che la gente del posto mi ha sempre mostrato". Il film, girato tra Castelraimondo, Camerino, Tolentino, Rieti ed altre zone dell'alto maceratese è stato scelto tra gli otto finalisti italiani della Mostra Mercato Mondiale del Documentario, in programma fino al prossimo 12 dicembre, in cui sarà proiettato anche il documentario girato nel 2005, "Nazareno Strampelli e il grano - segreti di una storia millenaria". Qualche giorno fa il film è stato acquistato dalla Rai, che ha acquisito i diritti a trasmetterlo per l'Italia, nei prossimi due anni. Sarà proiettato su Rai 4, Rai International rendendolo così visibile in numerosi paesi del mondo, ed anche sui numerosi canali tematici, dato che sono pronte le versioni sottotitolate in spagnolo ed inglese. Nei giorni scorsi la pellicola è stata protagonista a Roma, in occasione della giornata internazionale sull'alimentazione, con due proiezioni, la prima presso la sede dell'Ifab, l'associazione internazionale che si occupa di alimentazione ed il giorno dopo alla Farnesina, sede del ministero degli esteri, alla presenza dei responsabili della Fao, dei componenti delle associazioni per la cooperazione internazionale, del sindaco di Castelraimondo Luigi Bonifazi e una piccola delegazione di amministratori, scelto per il contributo dato da Strampelli contro la fame nel mondo, con 4 miliardi di persone che si cibano dei grani derivati dagli esperimenti di Strampelli, come spiega Luigi Rossi al termine del film. Uno dei dirigenti della Fao ha detto di volere proiettare il film a giugno del 2011, in occasione del 60esimo compleanno di questa associazione dell'Onu che da sempre si occupa di agricoltura e alimentazione. "Siamo orgogliosi di aver contribuito, attraverso la realizzazione del film, a far conoscere la figura straordinaria di Strampelli – commenta il sindaco Bonifazi – grazie alle immagini la sua vita ed il suo percorso scientifico non resteranno confinati solo nelle pagine dei libri, diventando patrimonio per le nuove generazioni". Il film continua a partecipare a festival e rassegne cinematografiche. Sabato 20 novembre è giunto tra i finalisti al festival di Salerno, e venerdì 26 novembre sarà proiettato a Trento nell'ambito della rassegna "Tutti nello stesso piatto", dedicata ai temi dell'alimentazione e della biodiversità. Dal 15 al 30 novembre la pellicola sarà in concorso al Festival di Oristano, in Sardegna, dedicato alla biodiversità. Di recente il film è stato proiettato in Puglia a San Severo (Foggia) per una platea di oltre 1600 studenti. "Paradossalmente pur essendo stato girato nelle Marche, appoggiato dalla Film Commission regionale, la pellicola sinora è stata proiettata solo a Castelraimondo e Fabriano – spiega il regista Baudena – andrebbe favorita la sua diffusione, specie tra le scolaresche"

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Mercoledì, 24 Novembre 2010 01:00

Abbonamenti nuova stagione teatrale

Dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 del 25 novembre, presso il botteghino del Teatro Marchetti, sarà possibile rinnovare gli abbonamenti della stagione di prosa, nelle giornate del 26 e del 27 novembre (stesso orario) sarà possibile effettuare i nuovi abbonamenti.
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Lunedì, 22 Novembre 2010 01:00

Omaggio a Venanzio Rauzzini

L'assessore alla cultura Gianluca Pasqui invita cittadinanza e appassionati di musica ai suggestivi eventi organizzati, nei giorni di sabato 27 e domenica 28 novembre a Palazzo comunale Bongiovanni e a Teatro Filippo Marchetti, in occasione del bicentenario della morte di Venanzio Rauzzini, preziosa occasione per celebrare e far conoscere l'opera del sopranista e compositore del XVIII secolo, nato a Camerino nel 1746 e morto a Bath, in Inghilterra, nel 1810. L'iniziativa è promossa dal Comune di Camerino e dall'Associazione Corale Culturale Filippo Marchetti. “Ringrazio l'associazione e il direttore artistico Lamberto Lugli – sottolinea l'assessore Pasqui – per l'importante e approfondito lavoro di recupero svolto sull'opera di un musicista che continua a dar lustro alla città che oltre due secoli fa gli diede i natali”.

Rauzzini condusse un'incredibile carriera in tutta Europa, tanto da venire ricordato per il legame artistico con Wolfgang Amadeus Mozart.

Mozart scrisse espressamente per la voce di Venanzio Rauzzini la parte di Cecilio in Lucio Silla e il celeberrimo mottetto Exultate Jubilate.

In programma: un convegno di studi con la partecipazione di autorevoli musicologi italiani, studiosi del ‘700 e del fenomeno dei cantanti castrati, un concerto dedicato ai brani di Rauzzini recuperati dopo anni di lavoro di ricerca in biblioteche italiane e straniere, una pubblicazione dedicata a pianisti emergenti e agli operatori delle scuole ad indirizzo musicale, mirata alla divulgazione dell'opera pianistica di Venanzio Rauzzini.

 

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